Il proprio corpo allo scanner
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Caratteristica fondamentale dei procedimenti scientifici è la precisa misurazione dei dati trattati. L’armband, uno strumento che consente di farlo sui propri parametri fisiologici, era assolutamente da provare. |
Chi segue questo portale da tempo conosce il mio interesse oltre che per le metodologie di allenamento anche per l’alimentazione. Un interesse che mi ha portato a documentarmi e sperimentare diverse strategie nutrizionali.
(Vedi : Dieta a Zona storia di un esperimento prima e seconda parte, e Zona, i risultati a lungo termine)
Una corretta alimentazione, infatti, se di per se non è capace da sola di migliorare le prestazioni atletiche mette in condizione l'atleta di sfruttare la macchina-corpo, al meglio delle sue possibilità.
Traducendo: non esistono cibi o “trucchi alimentari” per essere più forti, veloci o resistenti ma tante piccole cattive abitudini che possono renderci più lento e meno agevole l’utilizzo di energie, renderci meno attivi e allungare i tempi di “ricarica”.
Va da se che se vogliamo ottenere dei risultati precisi, che possono essere anche solo il mantenimento del proprio peso e della proporzione di massa magra, è fondamentale partire da misurazioni accettabilmente accurate di quelli che sono i parametri fondamentali di una corretta alimentazione:
Introito calorico, ripartizione dei macro e micronutrienti e dispendio calorico giornaliero.
Questi dati si possono ottenere tranquillamente con strumenti semplici come un metro da sarto e una bilancia per la composizione corporea e, per quanto riguarda l’introito calorico e la ripartizione dei macronutrienti, armandosi di un po’ di pazienza di bilancia da cucina e taccuino.
Sono metodi che vanno benissimo e funzionano egregiamente ma quando ho sentito parlare di uno strumento che poteva monitorare tutta la mia giornata facendo uno scanner preciso del mio dispendio calorico, delle variazioni di metabolismo e della durata e qualità del sonno, non ho potuto non informarmi.
Così nasce il mio esperimento con l’armband, l’apparecchio che vedete in foto.
A seguirmi in questo mio “diario dell’atleta” il dottor Costantino Motzo cui chiederò cosa succede al mio corpo a seconda degli allenamenti che faccio (preparazione fisica ad alta intensità, training di resistenza, tecnica, allenamenti misti) e se l’alimentazione che seguo è congrua con questi ultimi.
Nel prossimo articolo vi parlerò di questi due giorni con la “fascia” al braccio e di cosa in dettaglio ho voluto tenere sotto controllo. Nell’ultimo articolo condividerò i risultati e tirerò le somme dell’esperienza.
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Vai alla pagina del nutrizionista Costantino Motzo
Leggi l'articolo "La dieta a zona, storia di un esperimento 1° parte"
Leggi l'articolo "La dieta a zona, storia di un esperimento 2° parte"
Leggi l'articolo "Dieta a zona, i risultati a lungo termine"
