Chi si è interessato al corpo a corpo israeliano quando ancora era poco conosciuto ricorderà che i primi video che uscirono sull'argomento furono curati dal francese Richard Doulieb e dall'americano Darren Levine. Quest'ultimo fece parte del primo gruppo di non israeliani a venire addestrati al Krav Maga.
Il suo background come conoscitore della materia è indiscusso e la sua permanenza nel campo come esperto dimostra una competenza dovuta ad un continuo aggiornamento.
Queste le premesse.
Il libro, che in perfetto stile americano, vanta di essere una guida definitiva è sicuramente un buon manuale di Krav Maga. Definitivo ovviamente no, visto che come tutti i sistemi che funzionano anche il corpo a corpo israeliano di adatta ai tempi e sfrutta tutto ciò che di nuovo viene scoperto.
Ciò nonostante si può dire che ci troviamo di fronte ad un'ottima guida in cui le tecniche originarie e le successive modifiche e adattamenti sono libere da ammiccamenti alle MMA o ad altri sistemi capaci di attirare grande pubblico.
La trattazione è semplice, completa e graduale.
Forse per chi ha bisogno di un manuale per capire in modo veloce in cosa consista il Krav Maga, si potrebbe dire che è anche troppo completa.
Il manuale è diviso per gradi e mostra, cintura dopo cintura le tecniche che l'allievo deve conoscere per anzianità di pratica. Si passa dalle tecniche semplici a quelle più complesse arrivando, per le cinture superiori anche a tecniche, diciamo acrobatiche, che forse in una situazione di difesa personale hanno poca ragione d'essere.
Personalmente penso a "Complete Krav Maga" un po' come ad un libro di testo delle scuole. C'è il programma, è ben trattato in tutte le sue parti e cerca di seguire un filo logico in cui sia evidente una progressione dal più semplice al più difficile.
Il rischio è quello di leggerlo come un libro di "mosse" mentre il sistema israeliano è molto più della somma delle sue parti e sicuramente le sue parti sono molto meno di 200 tecniche.
Se non vi fate fuorviare da questo "Complete Krav Maga" è un libro da comprare.
Arricchiamo la sezione recensioni con il grande classico di Jeff Cooper. Per chi si interessa di armi da fuoco un libro che esamina la materia a 360 gradi.
E’ difficile parlare di un libro simile senza farsi trascinare dalla riverenza per il personaggio . A lui si deve un lavoro moderno e estremamente pratico sull'impiego delle armi da fuoco. Ricordiamo le regole di sicurezza che portano il suo nome e il “color code” sugli stati d’allerta solo per citare quelli più conosciuti.
Alo stesso tempo sarebbe troppo semplicistico liquidarlo come una “raccolta di scritti” accorpati per filo conduttore.
Una raccolta di scritti, a dire il vero, in cui le opinioni dello scrittore rendono la trattazione a volte al limite del professionale.
Non so, personalmente tendo a separare politica e armi da fuoco.
E’ un libro che non mi sento di consigliare all’utente medio che magari cerca qualcosa di più vicino alle sue necessità. Il testo di Cooper è decisamente troppo dettagliato per le esigenze comuni e allo stesso tempo assolutamente sovradimensionato per la realtà italiana.
Spero che il capitolo su come trasformare la propria casa in un fortino non abbia lasciato perplesso solo me. A questo si aggiungono diversi capitoli sui test fatti su armi da guerra e comparazioni su quali siano meglio a seconda dell’impiego.
Per farla breve: Malgrado vi sia dell’ottimo materiale risulta snervante doverlo setacciare.
Un libro fondamentale per chi fondamentalmente si occupa solo di armi.
Un libro importante per chi si interessa alle armi da fuoco corte in termini di utilizzo reale. Molto interessante, per le strategie di allenamento proposte e per la filosofia che sta dietro ad un training reality based
So che ad un primo esame l’argomento di questo libro può apparire off-topic ma Force on Force di Gabriel Suarez è uno di quei testi che a voler fare una lettura approfondita offrono molti spunti anche per chi di armi da fuoco non si occupa.
Premesso che se trattate disarmi contro minaccia di pistola un minimo di preparazione su cosa stiate andando a “disarmare” occorra, “Force on force” offre delle metodologie interessanti di addestramenti in contesti “dinamici”.
Il tutto è spiegato in modo chiaro (forse quasi scontato per noi europei) tipico della scuola americana consentendo anche ad un neofita di approcciarsi senza troppe difficoltà.
Il testo è reperibile al momento solo in inglese ma se appena avete le basti della lingua non avrete difficoltà a leggerlo e a capire gli esercizi proposti.
Un testo pensato e realizzato per presentare al grande pubblico le arti occidentali del combattimento. Storia ed evoluzione di quel metodo di combattimento armato e disarmato che venne identificato come Scrimia e che oggi vede nella scherma la sua versione moderna e sportiva.
L’ultima fatica di Graziano Galvani, “Arti Marziali d’Europa” , si rivolge direttamente al grande pubblico. In modo semplice e divulgativo presenta il patrimonio occidentale del combattimento coi suoi tesori nascosti e la vitale efficacia.
Un occhio di riguardo attraverso la presentazione cronologica dei più grandi maestri dell’epoca per le scuole italiane che segnarono e diedero le linee guida a quelle europee.
Un libro sicuramente da non perdere per chi è interessato alla Nova Scrimia come disciplina che riporta a nuova vita il combattimento medievale, rinascimentale e di fine secolo sia nella sua forma filologica che, soprattutto, adattandolo per l’aspetto marziale alle necessità dei nostri giorni nell’uso delle mani nude.
Ma “Arti marziali d’Europa” potrà essere anche un’ottima guida per chi questo mondo non lo conosce affatto e vuole scoprire ed esplorare un ambito che nulla ha da invidiare ai sistemi di combattimento orientali.
Per chi inizia questo tipo di studio e vi ci si vuole affacciare questa, tra quelle pubblicate per Nova Scrimia da Graziano Galvani, è sicuramente la più semplice.
Un ottimo primo passo per studi futuri.
Cebuano Eskrima, beyond the Myth
Pochissime illustrazioni, pochissime sequenze tecniche. Veste grafica appena dignitosa.
Tra i tanti volumi sulle arti marziali filippine che circolano questo di sicuro non cattura il lettore con nessuno dei richiami classici. L'invito alla lettura, il "butta dentro", è lasciato al retro di copertina nel quale in modo asettico vengono descritti gli argomenti principali. Cebuano Eskrima è un libro d'indagine, portato avanti da due giornalisti che, con metodo, hanno provato a scavare sulle origini delle arti marziali filippine, sulla loro evoluzione e sull'eventuale trasmissione di conoscenze con la scherma dei conquistadores.
Come tutti i libri d'indagine, presenta molti fatti, offre delle ipotesi e lascia aperte molte domande. Il punto di forza di questo libro sta proprio in questo: aver avuto il coraggio di porsele certe domande e aver avuto il coraggio di indagare un argomento spinoso caratterizzato da elementi di segretezza, mistificazione dettata dalla tradizione e problematiche socio-antropologiche.
Dovendo dare una definizione veloce direi che è un libro con molta sostanza e poca apparenza che ripaga con gli interessi la "fatica" della lettura.
Consigliatissimo per chi vuole andare a fondo nell'argomento.
Sconsigliatissimo per chi ci si approccia per la prima volta.
On combat
Un vizio comune di molti programmi di allenamento sta nel partire dalla soluzione migliore e andare a ritroso a ricavare il problema. Così, poiché è più comodo, più sicuro, più vicino alla tradizione, allenarsi in un certo modo si perpetuano gli errori di una preparazione basata su casistiche presunte ma non reali.
Si ripercorrono strade già percorse, familiari e “approvate” e si spera per il meglio.
Il testo di Dave Grossman e Loren W. Christensen mette il re a nudo facendo il procedimento opposto. Parte dalle casistiche, parte dalle esperienze reali, parte da uno studio accurato della fisiologia umana e di come essa reagisce in una situazione di fortissimo stress.
Da queste basi e non viceversa, estrapola in modo molto pragmatico strategie di allenamento che hanno la forza della logica nella loro ideazione e quella dei fatti nei riscontri sul campo.
Parlo per quello che è il campo che mi riguarda.
Come istruttore di Krav Maga ho notato una netta differenza tra i modi tradizionali “ di fare difesa personale e l’idea tipica del Krav Maga israeliano di concepire lo scontro come principalmente un problema da risolvere tenendo ben in mente cosa il nostro corpo ma soprattutto la nostra testa riesce a fare in una situazione di altissimo rischio.
Tutto ciò che esce da quest’area semplicemente non ha luogo d’essere.
Un esempio immediato:
Puoi allenare migliaia di volte un movimento che richiede finezza muscolare ma quando in situazione di pericolo di vita il tuo cervello sgancerà le capacità motorie fini, ebbene sarà come se non l’avessi mai allenato.
Un libro sicuramente di base per chi si occupa di sicurezza e che mi sento di consigliare a tutti quelli che si occupano di combattimento in genere.
Vale ogni singolo centesimo.
La festa in armi
Tornei e giostre del Medioevo
Sarà anche triste ammetterlo ma moltissimo di ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, sui tornei cavallereschi è frutto dell'industria cinematografica hollywoodiana. Bastano poche pagine di questo agile e scorrevole saggio per rendersi conto di quanto siamo lontani da quella che era la "giostra" nella quale i cavalieri davano prova del proprio valore.
Il testo apre una vera e propria finestra in un mondo fatto di coraggio ma anche di sfarzo eccessivo e ostentato.
Moltissimi gli aneddoti interessanti oltre ad un ampio resoconto di giochi popolari e cruenti che proprio per questo motivo non sono giunti sino a noi. Il concetto di sport e di divertimento viene presentato così come era all'epoca senza nessuna concessione o velo pietoso.
Le battagliole e gli scontri tra diverse fazioni o quartieri avevano ben poco sportivo e spessissimo terminavano con feriti o anche morti.
Un libro che consiglio vivamente sia agli appassionati di storia che a chi si occupa di rievocazione storica, archeologia sperimentale o recupero e riattualizzazione dei sistemi di combattimento medievali.
Preziosissimo per leggere nella giusta ottica la manualistica che è arrivata sino a noi senza falsarla con un ottica moderna.
Get Tough!
How to win in hand to hand fight
Non compratelo.
Attenzione non sto dicendo: "Non leggetelo"
Sto dicendo che forse potete utilizzare qui soldi in modo migliore.
Tutto ciò che può risultare di interessante di questo libro lo trovate già in rete...
...sempre che siate interessati ad una ricerca di tipo storico.
C’è un motivo per cui studiare tecniche di combattimento corpo a corpo risalenti agli anni ’40 non ha più senso:
è lo stesso per cui non ha più senso addestrare soldati all’uso del moschetto.
E’ sorpassato.
Il Maggiore W. E. Fairbairn come ogni buon addestratore insegnava un sistema semplice, facile da memorizzare ed estremamente crudo. Non serviva altro.
Oggi sono elementi piuttosto scontati in qualsiasi corso di difesa personale degno di questo nome.
Vi consiglio di perdere ogni curiosità anche per quanto riguarda il combattimento di coltello, le tecniche con il machete e con il bastone corto. Fairbairn è noto per il pugnale creato per i copri speciali inglesi in collaborazione con Styers sul cui modello poi Rex Applegate ha realizzato la daga che porta il suo nome.
Per quanto concerne strettamente il combattimento con le armi bianche infatti ciò che trovate in questo manuale fondamentalmente sono tecniche semplici su come e dove colpire per uccidere nel più breve tempo possibile.
Ah, già... e l’avversario è disarmato.
Fate un po’ voi.
Consigliato ai fanatici di re-enactment e se vi fa impazzire l’idea di avere un testo di difesa personale in cui vengono brutalizzati soldati tedeschi.
